Kataweb.it May 2002

Interview by Gianluca Polverari.



Mum, l'elettronica arriva dall'inconscio

I Mum continuano a sorprendere con melodie elettroniche che lasciano eguale spazio alla sperimentazione e alla forma canzone. kwMusica ha intervistato il gruppo islandese che sarà in tournée in Italia a giugno.

Quattro giovanissimi islandesi accarezzano le nostre orecchie con l'atteso nuovo album Finally We Are No One in uscita il 20 maggio. Passati dalla piccola Thule Rec. alla più nota Fat Cat, i Mum continuano nel sorprendere con le proprie splendide melodie elettroniche che lasciano eguale spazio alla sperimentazione e alla forma canzone. Dolce come zucchero ed evocativa come gli spettacoli naturali del proprio paese, la band ha raccolto in questi ultimi due anni ampli consensi di pubblico e critica, un piccolo successo quasi inaspettato per chi aveva esordito con un lavoro delicato quanto così particolare da rischiare di rimanere oggetto di culto per qualche amante delle nuove frontiere elettroniche. Fortunatamente il nome dei Mum è sempre più sulla bocca di tutti, una soddisfazione che la band, rappresentata da Ovar, c'illustra in questa intervista.

"Yesterday Was Dramatic, Today Is Ok" ed ora "Finally we are no one". Con i titoli dei vostri album volete forse evidenziare un passato doloroso che si è tramutato in un presente positivo? O c'è qualche altro significato particolare? Niente di tutto questo. Scegliamo i nostri titoli perché suonano bene quando li si pronuncia. Vogliamo che ognuno possa dare la propria interpretazione in base alle emozioni che queste parole e le nostre note suscitano.

I vostri brani sono speciali "ninne nanne" trance in cui sicuramente riuscite ad evocare gli splendidi e rarefatti paesaggi del vostro paese. Mi piace ascoltare quali sensazioni possano evocare le nostre canzoni. Quando componiamo e suoniamo non abbiamo alcuna intenzione di veicolare chi ascolta verso particolari atmosfere. E' musica che nasce spontanea e che evidentemente viene percepita allo stesso modo e dunque c'è chi immagina paesaggi, c'è chi la utilizza per proprie storie fantastiche, c'è chi si lascia cullare a mente libera.

Dopo l'uscita di "Yesterday Was…", edito per la piccola etichetta Thule, vi aspettavate un così grosso riscontro di critica e pubblico? Assolutamente no. Siamo rimasti sorpresi e contenti, non ci aspettavamo un'attenzione così forte. E' sempre una bella soddisfazione far ascoltare la propria musica e conoscere che viene apprezzata.

Non a caso subito dopo avete curato i remix di Emiliana Torrini, Sigur Ros, Figurine e avete collaborato con Erlend Oye dei Kings Of Convenience per il suo album solista. C'è qualcuno con cui vorreste lavorare in maniera particolare? Da un po' di tempo stiamo conoscendo numerosi musicisti con i quali nasce l'idea di remixarsi a vicenda o collaborare. E' molto stimolante avere uno scambio artistico poiché si apprende sempre qualcosa di nuovo, un'esperienza che tutti dovrebbero tentare di avere. Attualmente siamo molto interessati a lavorare con il cinema (hanno di recente musicato La corazzata Potemkin, il famoso film muto di Ejzenstein N.d.R.) e il teatro, due campi dove la propria emozione e ispirazione si deve integrare con quella del regista e degli attori.

Alcuni "folletti" hanno rivelato il segreto che andrete in tour con Bjork. Dobbiamo credere loro? C'è una lontana ipotesi ma nulla di confermato. E' un artista che stimiamo molto anche se non la conosciamo personalmente. Se avverrà tutto questo sarà molto divertente….

Dividete le vostre vite tra Reykjavik e Berlino. Quanto queste due città influiscono sulle vostre composizioni? Ci piace molto l'atmosfera di queste due capitali in continuo e vivo fermento artistico ricco nello scambio di idee con altri giovani, ma devo ammettere che entrambe non hanno alcuna influenza sulla nostra musica. Ad esempio ci sentiamo molto lontani dall'approccio artistico del nostro amico tedesco Pole che ci ha rivelato come le strade, l'architettura e le luci abbiano un ruolo preponderante per i suoi album. Nei Mum tutto nasce da dentro, dal nostro inconscio più profondo.

Grazie a voi, Bjork, Gus Gus cresce sempre di più l'interesse per la scena musicale islandese che fino a poco tempo fa era completamente sconosciuta. Abbiamo perso negli anni qualcosa d'importante oppure solamente adesso c'è qualcosa di veramente interessante? Le ultime generazioni hanno un maggior scambio con il resto d'Europa e questo ha portato nuovi entusiasmi spingendo a creare band dal sempre più ricercato e originale valore espressivo. In passato non era così, il tutto rimaneva più circoscritto e il risultato finali erano canzoni impossibili da esportare all'estero.

Nei vostri CD prevale l'approccio elettronico, splendide melodie che in verità nascondono anche interventi di basso, chitarra, violoncello e fisarmonica. I vostri live danno spazio maggiore anche a questi strumenti? Quando siamo su palco facciamo ampio uso anche di chitarre e di altri strumenti analogici e la nostra musica è leggermente più aggressiva. Indubbiamente chi ci conosce solo per i lavori in studio all'inizio rimane spiazzato ma poi viene coinvolto. Abbiamo sempre ricevuto complimenti e mai critiche per questo approccio sul palco, tanto è vero che prima d'incidere Finally We Are No One abbiamo voluto suonare le nuove canzoni in modo leggermente diverso. Ci piace suonare dal vivo, è un buona possibilità per conoscere tante persone e viaggiare in tanti paesi nuovi e diversi.

La Sony ha utilizzato il brano "I'm 9 Today" (estratto dal primo album) per un suo spot negli Stati Uniti. Cosa dite in merito? Siamo molto arrabbiati per vari motivi, come ad esempio non averci chiesto nulla sull'utilizzo di questa canzone. Come detto prima, scriviamo canzoni affinché ognuno possa emozionarsi con le proprie personali suggestioni, e il fatto che il tutto venga svilito da uno spot non lo accettiamo. Abbiamo dunque imposto alla Sony di non trasmettere più questa pubblicità.

Scelta coerente ed onesta. Quando vi potremo applaudire in Italia?
A giugno saremo dalle vostre parti.



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