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July 2002
Interview by Luca Testoni.

Gita
al faro... con sassi e campionatori
Nelle bizzarre "saghe
moderne", raccontate e vissute in prima persona dal quartetto
islandese Múm, ce ne sono - ma solo in apparenza - di incredibili. Qualche esempio?
Le sperimentali performance subacquee in una piscina di Reykjavík utilizzando
appositi amplificatori in forza all'esercito statunitense. O, ancora, l'idea di
comporre e registrare gran parte del loro secondo, splendido e intrigante album
"Finally we are no one", isolati per tre settimane in un faro, accessibile solo via mare, tra i fiordi
nord-occidentali dell'Islanda. Con un solo generatore a olio a dare luce ed energia,
senza nessun collegamento con il mondo esterno. «Nemmeno i cellulari prendevano»,
ricorda Kristín Anna, pianista, che proprio nel tentativo di far funzionare il
telefonino si è persa nelle nebbie, mettendo in apprensione la sorella gemella
(la violoncellista Gyða), il giovane fidanzato Örvar e Gunnar Örn. Questi ultimi
sono ragazzi cresciuti a "pane, laptop e campionatori" (e ai loro sempre
più sofisticati aggeggi). È così fin da quando, teenager, si divertivano a inventare
nuovi suoni per i videogiochi al computer.
Il disco, licenziato in Europa dalla etichetta londinese Fat Cat, è un gioiellino elettro-pop. Intimo,
minimale e nostalgico, dove non mancano delicate geometrie melodiche e cantati
eterei e delicati, inseguendo storie fantastiche. "Le composizioni sono legate
a doppio filo all'esperienza fatta al faro. E non poteva essere diversamente.
Oltre all'istinto, è estata la natura e la sua energia che ci hanno guidato.
Nel disco c'è il vento, il sole perenne dell'estate e l'acqua. Addirittura
il percussionista finlandese (Samuli Kosminen) che ci ha dato una mano in fase
di registrazione, ha ricavato alcuni ritmi suonando sui della battigia",
commenta Örvar. A ribadire come nel suono de Múm conti l'osmosi tra
la "musica concreta", un'elettronica colta e inafferrabile, vagamente
associabile allo stile della "record label" berlinese
Morr Music (non a caso Örvar e Kristín Anna risiedono da qualche tempo a Prenzlauer
Berg, ex distretto orientale a Nord di Alexander Platz a Berlino), e a una strumentazione
classica, acustica e retrò al tempo stesso (minimoog, tastiere, chitarre, glockenspiel,
violoncello, fisarmonica e xilofono). Suoni lontani, quasi attutiti. Senza tempo
e aldilà delle mode.
Provenienza: Reykjavík, Islanda
anno di
formazione: 1997
sito Internet: www.noisedfisk.com/mumweb
suona come:
tra un beat, un bleep e l'altro hanno creato l'ideale colonna sonora per una fase
R.E.M. ideale
spiriti affini: il primo Aphex Twin, Boards of Canada, gli artisti
delle etichette tedesche Morr Music e e City Centre Offices (da Hermann & Klein agli Isan)

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